
Orientamento Permanente
Istituto Marie Curie
“Io dopo la discussione della tesi non parlerò mai più in pubblico.”
Le ultime parole famose.
Quando ho aperto la mia attività come grafica libera professionista non pensavo che mi sarei ritrovata davanti a una classe. In fondo, per fare la grafica non bisogna per forza parlare in pubblico… o almeno così credevo.
Nel 2024, insieme all’Istituto Marie Curie, ho organizzato due workshop dedicati alle classi del biennio, con l’obiettivo di avvicinare gli studenti alla comunicazione visiva attraverso il tema delle emozioni.
Classi prime – “Che emozione sei?”
Abbiamo iniziato guardando una scena di Inside Out 2, per osservare come le emozioni controllano il comportamento di Riley, la protagonista della storia.
Dopo una breve introduzione teorica su colori, font e forme associati agli stati d’animo, ogni studente ha scelto fino a tre emozioni che lo rappresentassero, creando una propria “emozione personalizzata”. Un mix tra gioia e ansia, tra calma e determinazione… o qualcosa di completamente nuovo. L’obiettivo era far capire che il design non è decorazione, ma linguaggio.
Classi seconde – “Alla scoperta delle emozioni attraverso le citazioni”
Con le seconde abbiamo lavorato in modo diverso.
Dopo una parte teorica su comunicazione visiva e copyright, ogni studente ha scelto una citazione significativa e l’ha trasformata in un poster capace di esprimere un’emozione coerente attraverso colori, tipografia e composizione.
Un esercizio semplice solo in apparenza, ma molto potente.
Cosa mi ha lasciato
Questa esperienza mi ha fatto uscire dalla mia zona di comfort e mi ha ricordato che il design può essere uno strumento educativo, non solo professionale.
Vedere ragazzi e ragazze scoprire che un colore o un font possono cambiare completamente il significato di un messaggio mi ha confermato quanto la comunicazione visiva sia qualcosa che ci riguarda tutti.
E, contro ogni previsione, parlare in pubblico non era poi così spaventoso.