AIUTO ATTIVITÀ, PROFESSIONISTI ED EVENTI A COMUNICARE CON UN’IMMAGINE GRAFICA COERENTE, CURATA E RICONOSCIBILE

Giulia Tomasi

Credo in una grafica che non sia solo bella, ma anche pensata.

Mi piace partire dall’ascolto e dal confronto, perché ogni progetto ha bisogno di attenzione e cura.

Ogni progetto è diverso, per questo ho pensato a tre percorsi grafici, diversi per stile ed energia, ma accomunati dallo stesso obiettivo: costruire una comunicazione curata e coerente.

  • Illustrazione analcolico

    Grafica stampata

    Il Percorso Analcolico è legato alla tradizione e alla concretezza della grafica stampata. È pensato per chi ha bisogno di materiali chiari, curati e ben progettati, capaci di comunicare in modo diretto e senza fronzoli.

  • Illustrazione bollicine

    Brand design

    Qui serve un po’ di frizzantezza.
    Il Percorso Bollicine è legato all’identità visiva e alla progettazione di un’immagine coordinata coerente e riconoscibile. È pensato per chi vuole dare forma alle proprie idee, raccontare chi è e distinguersi dalla concorrenza.

  • Illustrazione cocktail

    Grafica digitale

    Un mix di energia, creatività e grinta.
    Il Percorso Cocktail è legato alla grafica e alla comunicazione nel mondo digitale. È pensato per chi ha bisogno di una presenza online ordinata, coerente e riconoscibile.

Fiori

Ogni progetto nasce da esigenze diverse, ma con un obiettivo comune: COMUNICARE IN MODO CHIARO E RICONOSCIBILE.

Qui trovi una selezione di lavori realizzati per attività, professionisti ed eventi.

Dietro ogni progetto c’è un percorso.
Qui racconto ciò che mi ha formata, ispirata e messa alla prova.

Foto Podcast

Giovani di Zona

Quando una storia merita di essere raccontata

Tra gennaio e marzo 2026 ho partecipato a un percorso di formazione dedicato al mondo del podcast, guidato da Paola de Pretis, Podcast Producer.

Dopo una prima parte teorica, abbiamo avuto l’opportunità di entrare in uno studio di registrazione e vivere in prima persona l’esperienza di una vera registrazione.

È lì che, insieme a Silvia e Simon, è nato Giovani di Zona.

Con Giovani di Zona vogliamo raccontare le storie di ragazze e ragazzi che hanno scelto di costruire il proprio futuro senza lasciare il territorio in cui sono cresciuti.

Persone che, con impegno, creatività e determinazione, dimostrano che per realizzare i propri sogni non serve necessariamente preparare le valigie, ma avere il coraggio di mettersi in gioco.

Devo ammetterlo: ero molto nervosa.

Parlare davanti a un microfono, sapendo che la propria voce verrà ascoltata da altre persone, mette alla prova in un modo completamente diverso rispetto a una conversazione normale.

Ma è stata proprio questa la parte più bella.

Ogni esperienza che mi spaventa un po’ finisce quasi sempre per insegnarmi qualcosa. E questa mi ha ricordato che, a volte, basta premere “Rec” per scoprire una versione di sé che ancora non si conosceva.

Ora non vedo l’ora di continuare questo viaggio, ascoltando e raccontando le storie di chi ha scelto di restare.

Appunti di viaggio Lavora con me
Esperienza tirocinante

La mia prima tirocinante

La mia esperienza da tutor aziendale

Negli ultimi mesi ho avuto il piacere di affiancare Monica nel suo percorso di tirocinio.

Per me era la prima volta nel ruolo di tutor e ho sentito una responsabilità precisa: impostare questa esperienza nel modo in cui avrei voluto viverla io quando ero tirocinante.

Nel mondo creativo, spesso lo stage rischia di trasformarsi in supporto operativo su progetti già avviati, io volevo che fosse un’occasione di apprendimento reale.

Ho scelto quindi di non coinvolgerla direttamente nei miei lavori, ma di costruire delle simulazioni progettuali: brief strutturati, confronto con un “cliente” (a volte un mio collaboratore, altre una situazione costruita ad hoc), sviluppo del concept, presentazione, revisione, esportazione dei file e consegna finale, insomma, un percorso completo, dall’inizio alla fine.

In questo modo nessuna delle due ne ha tratto un beneficio economico, ma Monica ha potuto sperimentare concretamente cosa significa gestire un progetto grafico in autonomia.

Guidare qualcuno significa anche mettersi in discussione. Spiegare le proprie scelte, rendere espliciti i passaggi mentali, dare spazio agli errori come parte del processo.

Questi mesi sono stati un confronto continuo e stimolante.

Spero che per Monica sia stata un’esperienza formativa; per me lo è stata sicuramente.

Appunti di viaggio Lavora con me
Esperienza relatrice

Ho fatto da relatrice

Nuove esperienze

Ho avuto l’onore di seguire Sabrina Eccel come relatrice nella sua tesi di laurea presso l’Alta Formazione Grafica di Trento.

Il suo progetto, Filea Crochet, nasce con l’obiettivo di valorizzare il mondo dell’uncinetto e dell’artigianato attraverso la creazione di un brand coerente e riconoscibile.

Sabrina ha sviluppato un’identità completa per il suo brand: studio del logo, definizione della palette colori, analisi del mercato di riferimento, posizionamento nel settore e molto altro.

Il mio ruolo è stato quello di accompagnarla nel percorso progettuale, aiutandola a mettere ordine nelle idee, affinare le scelte visive e mantenere coerenza tra ricerca, concept e sviluppo grafico.

Essere relatrice significa ascoltare, guidare senza imporre, fare domande che aiutino a trovare risposte autonome.

Questa esperienza mi ha ricordato quanto sia importante il confronto nel processo creativo.Vedere un progetto crescere, prendere forma e arrivare alla discussione finale è stata una soddisfazione profonda.

Appunti di viaggio Lavora con me
Festival delle professioni

Festival delle professioni

Istituto Marie Curie

Durante il Festival delle Professioni ho avuto l’occasione di confrontarmi con alcuni studenti delle classi quinte interessati al mondo della grafica e della comunicazione visiva.

Non è stata una lezione, ma uno scambio, infatti i ragazzi potevano farmi domande sulla mia professione, sul percorso che mi ha portata ad aprire la mia attività e sulla vita da libera professionista.

All’inizio c’era un po’ di timidezza, così ho iniziato io a fare domande a loro, da lì la conversazione è diventata più naturale e ogni gruppo ha trovato il proprio ritmo.

Parlare con chi sta scegliendo il proprio futuro ti costringe a fermarti e riflettere sul tuo percorso.Mi ha fatto capire quanta strada ho fatto e quanto sia importante raccontare anche le parti meno lineari di una carriera. Ogni incontro è stato diverso, ma tutti avevano una cosa in comune: la curiosità, e forse è proprio quella che ci fa crescere davvero.

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Corso Canva 2025 - 2026

Corso Canva

Edizioni 2025 – 2026

Il 14 maggio 2025 ho condotto la prima edizione del corso dedicato a Canva, uno strumento accessibile e potente per comunicare in modo chiaro e creativo.

L’interesse e la partecipazione hanno portato a riproporre il percorso anche nel 2026, confermando quanto sia sentita l’esigenza di migliorare la comunicazione visiva, soprattutto all’interno di associazioni, enti e realtà del territorio.

Durante le due ore di formazione abbiamo lavorato su diverse tematiche: interficcia di Canva, brand kit, palette colori, coerenza visiva e buone pratiche per creare grafiche efficaci, anche senza essere per forza dei designer.

L’obiettivo non era insegnare “a fare grafica”, ma offrire strumenti concreti per comunicare in modo più ordinato, riconoscibile e consapevole.

Passo dopo passo abbiamo esplorato la piattaforma, organizzato lo spazio di lavoro e realizzato i primi contenuti visivi seguendo semplici regole di stile.

Rivedere il corso a distanza di un anno mi ha permesso di osservare quanto cambino le esigenze, ma non il bisogno di comunicare meglio.

Mi ha ricordato che la semplicità, se ben guidata, può diventare uno strumento potente.

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50° Anniversario Scuola Musicale Camillo Moser

50° Anniversario

Scuola Musicale Camillo Moser

In occasione del 50° anniversario della Scuola Musicale Camillo Moser abbiamo documentato dieci giornate di spettacoli e concerti, raccontando l’energia e l’emozione di un traguardo così importante.

Insieme a Silvia e Simon ci siamo occupati delle riprese, delle interviste e del montaggio di una serie di reel pensati per raccogliere i momenti più significativi dell’evento. Non solo performance, ma anche volti, parole e dettagli dietro le quinte.

Sono stati dieci giorni intensi, fatti di coordinamento, creatività e tanta organizzazione.Lavorare in team ha significato ascoltarsi, adattarsi ai ritmi dell’evento e trovare ogni giorno il modo giusto per raccontarlo. La sfida più interessante è stata quella di trasformare suoni ed emozioni in immagini capaci di restare.

Questa esperienza mi ha ricordato quanto sia importante saper raccontare un evento mentre sta accadendo e, soprattutto, quanto una squadra affiatata possa fare la differenza.

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Assemblea d'Istituto

Assemblea d’Istituto

Istituto Marie Curie

Da piccoli è una domanda che ci fa sognare, poi, crescendo, diventa sempre più pesante, quasi scomoda.

Durante l’assemblea d’istituto, insieme a Silvia e Simon, abbiamo incontrato gli studenti della scuola superiore Marie Curie e abbiamo scelto di partire proprio da lì, da quella domanda che sembra semplice ma che spesso mette pressione.

Molti ragazzi si sentono in difetto se non hanno una risposta pronta, come se non sapere fosse un errore.

Viviamo in una società che ci chiede di definirci in base al lavoro. Genitori, insegnanti, adulti, tutti prima o poi pongono la stessa domanda. Ma siamo davvero solo ciò che facciamo?

Abbiamo proposto un piccolo upgrade.

Invece di chiedere:  “Cosa vuoi fare da grande?” forse dovremmo chiedere: “Che persona vuoi essere?”, “Quali valori vuoi portare nel mondo?”

Perché il mestiere può cambiare, ma la persona che scegli di diventare, invece, resta.

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Orientamento Permanente

Orientamento Permanente

Istituto Marie Curie

“Io dopo la discussione della tesi non parlerò mai più in pubblico.”

Le ultime parole famose.

Quando ho aperto la mia attività come grafica libera professionista non pensavo che mi sarei ritrovata davanti a una classe. In fondo, per fare la grafica non bisogna per forza parlare in pubblico… o almeno così credevo.

Nel 2024, insieme all’Istituto Marie Curie, ho organizzato due workshop dedicati alle classi del biennio, con l’obiettivo di avvicinare gli studenti alla comunicazione visiva attraverso il tema delle emozioni.

Abbiamo iniziato guardando una scena di Inside Out 2, per osservare come le emozioni controllano il comportamento di Riley, la protagonista della storia.

Dopo una breve introduzione teorica su colori, font e forme associati agli stati d’animo, ogni studente ha scelto fino a tre emozioni che lo rappresentassero, creando una propria “emozione personalizzata”. Un mix tra gioia e ansia, tra calma e determinazione… o qualcosa di completamente nuovo. L’obiettivo era far capire che il design non è decorazione, ma linguaggio.

Con le seconde abbiamo lavorato in modo diverso.Dopo una parte teorica su comunicazione visiva e copyright, ogni studente ha scelto una citazione significativa e l’ha trasformata in un poster capace di esprimere un’emozione coerente attraverso colori, tipografia e composizione.

Un esercizio semplice solo in apparenza, ma molto potente.

Questa esperienza mi ha fatto uscire dalla mia zona di comfort e mi ha ricordato che il design può essere uno strumento educativo, non solo professionale.

Vedere ragazzi e ragazze scoprire che un colore o un font possono cambiare completamente il significato di un messaggio mi ha confermato quanto la comunicazione visiva sia qualcosa che ci riguarda tutti.

E, contro ogni previsione, parlare in pubblico non era poi così spaventoso.

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