AIUTO ATTIVITÀ, PROFESSIONISTI ED EVENTI A COMUNICARE CON UN’IMMAGINE GRAFICA COERENTE, CURATA E RICONOSCIBILE

Giulia Tomasi

Credo in una grafica che non sia solo bella, ma anche pensata.

Mi piace partire dall’ascolto e dal confronto, perché ogni progetto ha bisogno di attenzione e cura.

Ogni progetto è diverso, per questo ho pensato a tre percorsi grafici, diversi per stile ed energia, ma accomunati dallo stesso obiettivo: costruire una comunicazione curata e coerente.

  • Illustrazione analcolico

    Grafica stampata

    Il Percorso Analcolico è legato alla tradizione e alla concretezza della grafica stampata. È pensato per chi ha bisogno di materiali chiari, curati e ben progettati, capaci di comunicare in modo diretto e senza fronzoli.

  • Illustrazione bollicine

    Brand design

    Qui serve un po’ di frizzantezza.
    Il Percorso Bollicine è legato all’identità visiva e alla progettazione di un’immagine coordinata coerente e riconoscibile. È pensato per chi vuole dare forma alle proprie idee, raccontare chi è e distinguersi dalla concorrenza.

  • Illustrazione cocktail

    Grafica digitale

    Un mix di energia, creatività e grinta.
    Il Percorso Cocktail è legato alla grafica e alla comunicazione nel mondo digitale. È pensato per chi ha bisogno di una presenza online ordinata, coerente e riconoscibile.

Fiori

Ogni progetto nasce da esigenze diverse, ma con un obiettivo comune: COMUNICARE IN MODO CHIARO E RICONOSCIBILE.

Qui trovi una selezione di lavori realizzati per attività, professionisti ed eventi.

Dietro ogni progetto c’è un percorso.
Qui racconto ciò che mi ha formata, ispirata e messa alla prova.

The Wine Spirit 2024 - Attaccati alla Bottiglia!

The Wine Spirit 2024 – Attaccati alla Bottiglia!

La Schiava Rossa

Anche nel 2024 ho partecipato a The Wine Spirit – Attaccati alla Bottiglia!, un contest che invitava artisti e illustratori a progettare etichette d’autore capaci di raccontare il vino, il territorio e le persone che lo rendono unico.

La richiesta era chiara ma non banale: creare un’immagine che potesse “attaccarsi” alla bottiglia, non solo fisicamente, ma simbolicamente. Un’etichetta che diventasse racconto.

Ho rappresentato una giovane donna che si fonde con la pianta stessa, quasi a diventarne parte. Il suo corpo è piegato nell’atto di offrire vino, come gesto di dono ma anche di dedizione.I capelli diventano un grande grappolo d’uva, trasformandosi in boccoli che scendono sulle spalle e rafforzano il legame tra figura umana e natura.

Sul vestito ho inserito piccole figure che richiamano la tradizione e la comunità, mentre sullo sfondo prende forma la Valle di Cembra: vigneti, paesini, colline Avisiane e montagne trentine.

L’obiettivo era raccontare quanto il vino non sia solo un prodotto, ma il risultato di un legame profondo tra persone, territorio e sacrificio.

Infine l’opera è stata chiamata “La Rossa Schiava” sia per richiamare il nome del vino che della donna rappresentata.

Questa edizione mi ha spinta a lavorare su un’immagine più concettuale, meno narrativa e più simbolica.Mi ha ricordato che l’illustrazione può essere anche interpretazione, non solo rappresentazione.

A volte raccontare un territorio significa dare forma alle sue radici invisibili.

Appunti di viaggio Lavora con me
The Wine Spirit 2023 - Le origini

The Wine Spirit 2023 – Le origini

Brindisi alla tradizione

The Wine Spirit è un contest rivolto ad artisti, illustratori e creativi, nato per celebrare lo spirito del vino e il legame con il territorio.

L’edizione 2023 era incentrata sul tema della creazione e dell’inizio: l’atto di dare forma a qualcosa che prima non esisteva, proprio come il vino nasce dall’uva e dal lavoro dell’uomo.Un invito a tradurre in immagine il concetto di creazione, tra mito, tradizione e identità locale.

Per raccontare l’origine del vino ho scelto di partire dalla mitologia greca, dal dio Dioniso, simbolo della forza vitale e dell’energia creativa.

Nella mia illustrazione ho rappresentato Dioniso mentre brinda dopo aver appena spremuto un grappolo d’uva nella sua coppa. Ho voluto inserirlo all’interno di un grande calice, come a dire che la sua invenzione è ancora viva oggi, custodita nelle nostre tradizioni e nei nostri gesti quotidiani.

Sullo sfondo ho raffigurato la Val di Cembra, con i suoi vigneti, le colline e i paesi immersi nel verde. Un paesaggio che non è solo scenario, ma identità.

Infine l’opera è stata chiamata “Brindisi alla tradizione” per richiamare la storia e il concetto.

Questo progetto mi ha fatto riflettere su quanto tradizione e creatività siano profondamente collegate. Creare non significa inventare da zero, ma reinterpretare ciò che esiste, dandogli una nuova forma. In fondo, ogni brindisi è un piccolo atto di creazione, ovvero un momento condiviso che unisce persone, storie e territorio.

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Visual Design e Benessere

Visual Design e Benessere

L’importanza della comunicazione visiva nei luoghi di cura

La mia tesi di laurea nasce da una domanda semplice: quanto può influire la comunicazione visiva sullo stato d’animo delle persone?

Negli ambienti sanitari spesso l’aspetto estetico viene messo in secondo piano, infatti le priorità sono altre: organizzazione, gestione, efficienza. Tutto giustamente fondamentale, eppure chi entra in una struttura di cura vive quasi sempre un momento delicato.

Mi sono chiesta se il design potesse contribuire, anche in modo silenzioso, a rendere questi spazi più accoglienti e meno impersonali.

Attraverso studi e analisi ho approfondito il legame tra ambiente, percezione visiva ed emozioni.È emerso come colori, immagini e composizione possano influenzare il senso di sicurezza, calma e benessere. Da qui è nata l’idea di intervenire in modo concreto.

Ho realizzato 20 illustrazioni pensate per essere inserite all’interno del Centro di Salute Mentale di Pergine Valsugana, accompagnate da un pieghevole coordinato.

Le immagini sono state studiate per trasmettere leggerezza, equilibrio e serenità, attraverso forme morbide, colori armoniosi e soggetti legati alla natura e al benessere.

L’obiettivo non era decorare uno spazio, ma contribuire a renderlo più umano.

Questo progetto mi ha insegnato che il design non è solo estetica.È relazione. È responsabilità. È attenzione verso chi vivrà ciò che progettiamo.

Vedere il progetto accolto anche nei CSM di Borgo Valsugana, Primiero e Cavalese mi ha ricordato che il design può davvero diventare cura.

Ancora oggi, ogni volta che inizio un nuovo lavoro, mi porto dietro la consapevolezza che la grafica può sembrare silenziosa, ma ha un impatto profondo.

Accoglienza: Casa con varie tipologie di fiori che escono dal caminetto per far capire alle persone che all’interno della struttura è possibile trovare un ambiente accogliente dove è possibile raggiungere la propria primavera.

Cura: Annaffiatoio che versa dei fiori come se fossero acqua. Questa si collega all’onestà e alla sincerità, perché è limpida e, inoltre, l’acqua che scorre può essere associata ai problemi accumulati che vengono portati via.

Orientamento: Bussola che aiuta le persone a percorrere la strada corretta per riuscire a raggiungere il benessere. La lancetta indica di seguire sempre la primavera, la quale è strettamente legata alla rinascita.

Comprensione: Persone sedute accanto su due altalene come simbolo di comprensione reciproca. Sono circondate da varie tipologie di fiori per richiamare la primavera.

Sostegno: La persona è aggrappata ad un soffione che la solleva, la sostiene e la conduce dove è possibile trovare il benessere con l’aiuto delle persone giuste.

Cambiamento: È stato raffigurato il cambiamento che l’utente effettua durante il percorso di guarigione e di crescita personale. La persona cammina su un ponte partendo dalla pioggia e prosegue fino ad arrivare alla fioritura delle piante che simboleggiano la rinascita e il benessere.

Scoperta: Il labirinto presenta vari percorsi, ma un tragitto in particolare è caratterizzato da varie tipologie di fiori che la persona deve seguire per scoprire qual è la strada esatta per poter trovare il benessere.

Unione: Due persone che creano un legame mentre si aiutano reciprocamente ad unire le parti scomposte di un fiore per dare vita ad una nuova pianta.

Motivazione: È stata raffigurata una scalinata da percorrere. Per ogni gradino si ottengono più fiori fino ad arrivare alla primavera completa. Questo si collega alla motivazione che le persone devono avere per poter arrivare al benessere.

Fiducia: Due mani formate da varie tipologie di fiori che si avvicinano per unirsi in segno di aiuto e supporto per creare un rapporto basato sulla fiducia.

Benessere: È stata rappresentata la sagoma di una persona composta da alcune piante per simboleggiare il benessere interno che ci dovrebbe essere in ogni essere umano.

Equilibrio: Persona che fa l’equilibrista e, mentre cammina sopra ad una fune, lascia dietro di sé una fila di fiori che simboleggiano il ritrovo del suo equilibrio.

Armonia: È stata raffigurata una barca con al suo interno una persona che rema e che lascia una scia di fiori nell’acqua disposti simmetricamente per creare armonia.

Serenità: Persona rappresentata con il volto sereno e caratterizzata da varie tipologie di fiori posizionati in modo simmetrico.

Spensieratezza: Aeroplano di carta che fluttua nell’aria lasciando dietro di sé una scia di fiori che simboleggiano la spensieratezza che ogni individuo dovrebbe possedere.

Rinascita: Persona che salta felice sopra un mondo composto da fiori, dove ha posizionato una bandiera come simbolo di conquista dell’obiettivo finale.

Libertà: Mongolfiera composta da varie tipologie di fiori che sollevano la persona e la fanno sentire libera da ogni sua preoccupazione.

Energia: È stato rappresentato un sole stilizzato con i raggi composti da diversi fiori che sprigionano energia utile per avere la forza di arrivare alla rinascita.

Sicurezza: La persona si ripara e rimane al sicuro dalla pioggia attraverso l’utilizzo di un fiore che la protegge e ricopre il ruolo di un ombrello.

Realizzazione: Persona che utilizza un binocolo per visualizzare meglio gli obiettivi che vuole realizzare in futuro. I fiori sono legati ai buoni propositi delle persone.

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La mia prima volta in radio

La mia prima volta in radio

Intervista a Storytime

La prima volta in radio si vede?Probabilmente sì. E va bene così.

Ho avuto l’opportunità di partecipare a un’intervista in cui ho raccontato la mia professione di Graphic e Visual Designer freelance, parlando del mio percorso, delle scelte che mi hanno portata ad aprire la mia attività e di cosa significa lavorare nella comunicazione visiva oggi.

Parlare del mio lavoro davanti a un microfono è stato diverso rispetto a magari scrivere un testo o a mostrarlo attraverso le immagini. Mi ha costretta a semplificare, a trovare le parole giuste per spiegare cosa faccio e perché lo faccio. Riascoltarmi, attraverso il video che mi è stato poi fornito, è stato un modo per vedermi da fuori e crescere un po’.

Un’esperienza nuova, che mi ha ricordato quanto sia importante saper raccontare il proprio lavoro, non solo realizzarlo.

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Orientamento Permanente

Orientamento Permanente

Istituto Marie Curie

“Io dopo la discussione della tesi non parlerò mai più in pubblico.”

Le ultime parole famose.

Quando ho aperto la mia attività come grafica libera professionista non pensavo che mi sarei ritrovata davanti a una classe. In fondo, per fare la grafica non bisogna per forza parlare in pubblico… o almeno così credevo.

Nel 2024, insieme all’Istituto Marie Curie, ho organizzato due workshop dedicati alle classi del biennio, con l’obiettivo di avvicinare gli studenti alla comunicazione visiva attraverso il tema delle emozioni.

Abbiamo iniziato guardando una scena di Inside Out 2, per osservare come le emozioni controllano il comportamento di Riley, la protagonista della storia.

Dopo una breve introduzione teorica su colori, font e forme associati agli stati d’animo, ogni studente ha scelto fino a tre emozioni che lo rappresentassero, creando una propria “emozione personalizzata”. Un mix tra gioia e ansia, tra calma e determinazione… o qualcosa di completamente nuovo. L’obiettivo era far capire che il design non è decorazione, ma linguaggio.

Con le seconde abbiamo lavorato in modo diverso.Dopo una parte teorica su comunicazione visiva e copyright, ogni studente ha scelto una citazione significativa e l’ha trasformata in un poster capace di esprimere un’emozione coerente attraverso colori, tipografia e composizione.

Un esercizio semplice solo in apparenza, ma molto potente.

Questa esperienza mi ha fatto uscire dalla mia zona di comfort e mi ha ricordato che il design può essere uno strumento educativo, non solo professionale.

Vedere ragazzi e ragazze scoprire che un colore o un font possono cambiare completamente il significato di un messaggio mi ha confermato quanto la comunicazione visiva sia qualcosa che ci riguarda tutti.

E, contro ogni previsione, parlare in pubblico non era poi così spaventoso.

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Festival delle professioni

Festival delle professioni

Istituto Marie Curie

Durante il Festival delle Professioni ho avuto l’occasione di confrontarmi con alcuni studenti delle classi quinte interessati al mondo della grafica e della comunicazione visiva.

Non è stata una lezione, ma uno scambio, infatti i ragazzi potevano farmi domande sulla mia professione, sul percorso che mi ha portata ad aprire la mia attività e sulla vita da libera professionista.

All’inizio c’era un po’ di timidezza, così ho iniziato io a fare domande a loro, da lì la conversazione è diventata più naturale e ogni gruppo ha trovato il proprio ritmo.

Parlare con chi sta scegliendo il proprio futuro ti costringe a fermarti e riflettere sul tuo percorso.Mi ha fatto capire quanta strada ho fatto e quanto sia importante raccontare anche le parti meno lineari di una carriera. Ogni incontro è stato diverso, ma tutti avevano una cosa in comune: la curiosità, e forse è proprio quella che ci fa crescere davvero.

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Esperienza tirocinante

Ho avuto la mia prima tirocinante

La mia esperienza da tutor aziendale

Negli ultimi mesi ho avuto il piacere di affiancare Monica nel suo percorso di tirocinio.

Per me era la prima volta nel ruolo di tutor e ho sentito una responsabilità precisa: impostare questa esperienza nel modo in cui avrei voluto viverla io quando ero tirocinante.

Nel mondo creativo, spesso lo stage rischia di trasformarsi in supporto operativo su progetti già avviati, io volevo che fosse un’occasione di apprendimento reale.

Ho scelto quindi di non coinvolgerla direttamente nei miei lavori, ma di costruire delle simulazioni progettuali: brief strutturati, confronto con un “cliente” (a volte un mio collaboratore, altre una situazione costruita ad hoc), sviluppo del concept, presentazione, revisione, esportazione dei file e consegna finale, insomma, un percorso completo, dall’inizio alla fine.

In questo modo nessuna delle due ne ha tratto un beneficio economico, ma Monica ha potuto sperimentare concretamente cosa significa gestire un progetto grafico in autonomia.

Guidare qualcuno significa anche mettersi in discussione. Spiegare le proprie scelte, rendere espliciti i passaggi mentali, dare spazio agli errori come parte del processo.

Questi mesi sono stati un confronto continuo e stimolante.

Spero che per Monica sia stata un’esperienza formativa; per me lo è stata sicuramente.

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Esperienza relatrice

Ho fatto da relatrice

Nuove esperienze

Ho avuto l’onore di seguire Sabrina Eccel come relatrice nella sua tesi di laurea presso l’Alta Formazione Grafica di Trento.

Il suo progetto, Filea Crochet, nasce con l’obiettivo di valorizzare il mondo dell’uncinetto e dell’artigianato attraverso la creazione di un brand coerente e riconoscibile.

Sabrina ha sviluppato un’identità completa per il suo brand: studio del logo, definizione della palette colori, analisi del mercato di riferimento, posizionamento nel settore e molto altro.

Il mio ruolo è stato quello di accompagnarla nel percorso progettuale, aiutandola a mettere ordine nelle idee, affinare le scelte visive e mantenere coerenza tra ricerca, concept e sviluppo grafico.

Essere relatrice significa ascoltare, guidare senza imporre, fare domande che aiutino a trovare risposte autonome.

Questa esperienza mi ha ricordato quanto sia importante il confronto nel processo creativo.Vedere un progetto crescere, prendere forma e arrivare alla discussione finale è stata una soddisfazione profonda.

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